La Storia
Il nucleo della Villa risale al 1578 ad opera del card. Alessandro Rufini, già proprietario di Villa Rufina (oggi Falconieri), a cui si deve l’appellativo di “Rufinella” attribuito alla costruzione per distinguerla dall’altra villa più antica.
Alla morte del cardinale la villa passa in possesso della Reverenda Camera Apostolica, che nel 1580 la cede al card. Guido Ferreri, nipote di Carlo Borromeo e parente di Pio IV, che amplia sia la villa che il fondo.
Numerosi i proprietari che si avvicendano negli anni successivi: il card. Francesco Sforza, Mario I Sforza, conte di Santa Fiora, Vincenzo de’ Nobili, dal quale l’acquista nel 1604 Clemente VIII Aldobrandini per il nipote Pietro, proprietario della villa Belvedere (oggi Aldobrandini), allora in fase di ampliamento, allo scopo di evitare che un’altra proprietà sovrastasse dall’alto la erigenda costruzione.
Attraverso successivi passaggi la villa appartenne dal 1639, per quasi un secolo, alla famiglia Sacchetti.
Alcune vedute del periodo testimoniano dell’aspetto seicentesco della villa; un semplice edificio a tre piani con la facciata principale orientata verso Roma, come per quasi tutte le ville tuscolane.
Non sembra vi fossero terrazzamenti a vari livelli, come nelle ville situate a quota più bassa; un ampio giardino all’italiana si estendeva di fronte alla villa e lungo tutto il fianco sinistro. Nel 1740 i Sacchetti alienarono la proprietà a favore dei Gesuiti, ai quali si devono le grandi trasformazioni che modificarono completamente l’aspetto finora conservato dalla villa seicentesca.







